Inflazione e tassi reali

Inflazione e tassi reali

by Akos Financial Markets

Il problema dei rendimenti reali nel contesto attuale

 

“Non è ciò che non sai che ti mette nei guai. È ciò di cui sei sicuro che non è come credi”
Mark Twain

Questa bellissima citazione sembra adatta alla situazione del mercato obbligazionario odierno cosi come era perfetta per il mercato azionario del 2008. Stiamo affrontando il periodo di tassi negativi più lungo della storia. Siamo in acque mai navigate prima, nessuno può interamente spiegare o teorizzare su quello che accadrà da qui in poi e la storia purtroppo non può esserci d’aiuto. Hic sunt leones (qui ci sono i leoni) scrivevano i romani per indicare le zone inesplorate nelle loro carte geografiche. Ciò di cui siamo sempre stati sicuri è che l’investimento obbligazionario dovesse offrire un rendimento (positivo) sicuro, ma la mappa sta cambiando.

DEFINIZIONI ECONOMICHE

In economia l’inflazione viene comunemente definita come l’aumento generalizzato dei prezzi e quindi a parità di altri fattori (i salari) genera una diminuzione del potere d’acquisto per i risparmiatori. Il tasso (o saggio) di interesse di un’obbligazione rappresenta la remunerazione di colui che presta denaro pagata da colui che lo riceve. Il tasso di interesse reale viene calcolato sottraendo l’inflazione al tasso di interesse nominale (quello pagato dalle obbligazioni). Viene chiamato reale perché il rendimento “vero” percepito dall’investitore deve essere decurtato dell’aumento del costo della vita appunto. Quando i tassi reali sono negativi l’economia diviene disincentivante per gli operatori economici, ossia non conviene in linea di massima partecipare al sistema economico finanziario. L’effetto dei tassi reali negativi però è ancora più subdolo, dato che innescano un meccanismo di redistribuzione della ricchezza tra coloro che danno a prestito e i debitori. In un contesto tale conviene essere debitori piuttosto che creditori. L’effetto più perverso del meccanismo va visto nella logica di disincentivazione al risparmio, la spina dorsale di un sistema economico in buona salute.

LA SITUAZIONE ATTUALE

I rendimenti reali delle obbligazioni a 10 anni in Italia, Germania e USA sono attualmente pari a:

ITA 1.46%,
GER -1.79% e
USA (in EUR) 0.13%.

In un contesto del genere all’investitore obbligazionario non resta altra scelta se non quella del cosiddetto “rischio Italia”, ossia comprare titoli di stato e obbligazioni finanziarie italiane assumendo implicitamente un rischio di credito nei confronti dell’emittente, in questo caso quasi sempre il Paese. Rischio di credito che però va visto nel contesto generale dell’Unione Europea. A seguito delle recenti elezioni e di paure di derive populiste “anti-euro” i mercati hanno spinto il differenziale tra Italia e Germania a livelli che non venivano toccati dai tempi della crisi del debito Europeo (2011).

Ha senso che due dei paesi principali dell’area Euro con la stessa banca centrale e fondamentalmente le stesse politiche monetarie scontino scenari così diversi, tali da portare la differenza sui tassi di interesse del rispettivo debito a livelli superiori al 3%?
La risposta a questa domanda non è ovvia, ci troviamo in quelle che abbiamo precedentemente definito come “acque mai navigate prima”, siamo fuori dalle rotte tradizionali e dalle mappe conosciute. Quello che emerge però è che tutti i principali gestori obbligazionari stanno scommettendo sul rischio Italia, ne è una prova il loro portafogli carico di obbligazioni Italiane, tra le poche che offrano rendimenti reali attraenti in Euro.

Andamento spread Akos

Andamento dello spread tra i titoli di stato Italiani e Tedeschi a 10 anni.
Fonte Dati e Grafici: Bloomberg E Il Sole 24 Ore

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