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Investire ai massimi di mercato

by Akos Financial Markets


“Le persone sono irrazionali in modo talmente massiccio che ciò che viene analizzato dal punto di vista psicologico deve essere considerato anche dal punto di vista economico”

Richard Thaler

Grazie al suo studio e al suo contributo nel campo della finanza comportamentale Thaler ha vinto il premio Nobel per l’economia. È stato uno dei primi accademici a formalizzare in maniera sistematica ciò che altri, principalmente traders e speculatori, avevano intuito prima di lui ossia che l’impatto dei fattori psicologici nelle scelte di investimento è molto più importante di quanto comunemente si ritenga. Per decenni le scienze economiche hanno ritenuto corretto inferire che gli operatori prendessero decisioni di investimento razionali. L’assunto di base riguardante razionalità e avversione al rischio sono uno dei pilastri del Capital Asset Pricing Model, un modello di valutazione delle scelte di investimento efficienti fondato su principi matematici e di diversificazione tuttora insegnato nelle facoltà di tutto il mondo. Ma limitarsi a considerare gli investitori razionali significa ignorare una delle componenti fondamentali del sistema economico-finanziario e non solo: la natura umana e la sua intrinseca tendenza a reagire in eccesso.

LA SITUAZIONE ATTUALE

 

In questi giorni, come spesso accade in altre fasi di mercato rialzista non si fa altro che sentir parlare di “nuovi massimi” e di “mercato azionario sui massimi” spesso in tono allarmistico e negativo quasi a voler indicare che la fine non possa che essere dietro l’angolo. La componente irrazionale tenta di prendere subito il sopravvento: chi è investito vorrebbe vendere (e spesso lo fa) e chi non lo è continua ad aspettare momenti migliori con il rischio di continuare a ritardare il rendimento potenziale e tenendo la propria ricchezza parcheggiata in conto corrente, nel miglior dei casi a tassi neutri.

UN APPROCCIO RAZIONALE

 

Ma cosa significa dal punto di vista statistico un mercato sui massimi? Una volta che si è raggiunto un massimo di mercato, un livello di un indice azionario mai raggiunto prima, nei periodi successivi c’è un’alta probabilità di raggiungere un nuovo massimo.

Per essere precisi, dei 356 picchi di mercato fino ad ora raggiunti dall’S&P 500:

Il 67% è stato seguito da un nuovo massimo nel mese successivo;
Il 90% è stato seguito da un nuovo massimo nei quattro mesi successivi.

Molto spesso i nuovi massimi non sono altro che pietre miliari verso nuovi massimi. Non comprare qualcosa, qualsiasi cosa, solamente perché il prezzo ha fatto segnare un massimo di mercato è probabilmente uno dei peggiori consigli d’investimento che si possano dare o ricevere e significa ignorare uno dei principi finanziari fondamentali: evitare investimenti di qualsiasi tipo sui massimi significa perdere con certezza ogni principale mercato rialzista. Allo stesso modo è importante riuscire a lasciare che il mercato rialzista faccia il suo corso senza precipitarsi a vendere ogni volta che si verifica una correzione, ma questo sarà argomento di successive newsletter.

IL CONTESTO DI PORTAFOGLIO

 

Comprare sui massimi, dunque, spesso significa andare contro il nostro istinto e la nostra natura che però ci portano a fare scelte irrazionali. Comprare sui massimi sembra sbagliato perché la storia soprattutto recente ha fatto seguire ai picchi delle grosse discese, pensiamo al 2000 e al 2008, che sono rimaste ben impresse nella nostra memoria di investitori a causa del loro effetto negativo. Ma non dobbiamo lasciarci ingannare: se il nostro approccio agli investimenti e il nostro orizzonte temporale lo consentono dobbiamo avere la disciplina di continuare a comprare anche quando l’istinto ci guida da tutt’altra parte. Gli effetti della perdita di opportunità derivanti dal mancare una forte fase rialzista sono ben più devastanti sul risultato finale rispetto ad una correzione, per quanto negativa essa possa essere.

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