Liquidità in conto corrente o strategia “full invested”?

by Akos Financial Markets

“È solo quando si abbassa la marea che scopriamo chi ha nuotato senza costume”
“Only when the tide goes out do you discover who’s been swimming naked”

Warren Buffet

Quanto è importante la liquidità, ossia l’attitudine ad essere convertito in moneta legale, come caratteristica di uno strumento finanziario? E quanto è importante la liquidità intesa come denaro in conto corrente? Lo si scopre solo durante una vera crisi finanziaria ossia quando scende la marea, che in questo caso è rappresentata dal denaro facile che continua ad essere pompato nel sistema dalle banche centrali. Si è infatti ritornati a parlare di taglio dei tassi negli Stati Uniti con il mercato sta già scontando due, forse tre tagli entro la fine del 2019, il mercato azionario vicino ai massimi e l’obbligazionario decennale americano che offre un tasso del 2%. In Europa Draghi ha dato l’addio al mandato con un commento fortemente espansivo, che ha risuonato di “whatever it takes” (faremo tutto il necessario – per sostenere l’economia) con la BCE appena timidamente uscita dalla fase di quantitative easing.

Un vecchio adagio recita che quando qualcosa non funziona a livello di politica monetaria la cura delle banche centrali è “more of the same” ossia lo stesso stimolo ma in maniera ancora più massiccia. Ma l’economia risponde come un corpo umano agli stimoli (cure) esterni ed infatti c’è un importante fattore da considerare: l’assuefazione.

In questo caso il mercato azionario sembra euforico ed intontito dalla roulette russa delle banche centrali. “Don’t fight the fed” abbiamo scritto qualche mese fa, argomento tuttora valido, ma gli investitori sembrano essere sempre più consapevoli della precarietà della situazione che si sta andando a creare. Un’indagine recente di Bank of America riflette infatti un grado di liquidità nei portafogli dei gestori ai livelli più alti di sempre e un forte sottopeso della componente azionaria che si attesta ai livelli del marzo 2009 quando il pessimismo era dominante.

Al contempo molti risparmiatori combattono con la nozione di liquidità in conto corrente e vorrebbero “prendere rischio e rendimento” ma in alcune fasi il valore aggiunto di un consulente è proprio quello di incentivare la posizione liquida e di disincentivare la presa di rischio a favore di momenti più favorevoli. Siamo in uno di questi momenti? Analizzando i dati di espansione e contrazione del “National Bureau of Economic Research” che mantiene dei rigorosi modelli per analizzare le potenziali contrazioni economiche emerge quanto segue:

    • Il Duke – CFO Global Business Outlook Survey, due terzi dei CFO statunitensi prevedono una recessione entro la fine del 2020
    • Fattori esogeni quali politiche protezionistiche anti-crescita: tariffe e guerre commerciali tra Cina e Stati Uniti ma non solo..
    • La volatilità del mercato, che spesso dà “falsi positivi” ma che è salita costantemente negli ultimi mesi.
    • Il fattore più importante di tutti ossia l’inversione della curva dei tassi: le scadenze obbligazionarie a breve che rendono di più di quelle a lungo. In particolare il 3 mesi americano che rende più del 5 anni.

 

Secondo il “National Bureau of Economic Research” quando l’inversione dei tassi perdura per più di un trimestre, 90 giorni, una recessione segue nel giro di 12/18 mesi. Negli Stati Uniti l’inversione c’è stata il 7 marzo e il 7 giugno è scattato il termine dei 90 giorni. A questo punto tutte le quattro condizioni del modello sono state confermate. Il nostro mestiere non è quello di prevedere esattamente la prossima recessione ma dal momento che l’ultima è stata più di dieci anni fa ci sentiamo abbastanza confidenti nell’affermare che siamo più vicini alla prossima che non a quella precedente. La correzione del mercato azionario solitamente anticipa la recessione economica vera e propria. In tali momenti è di fondamentale importanza essere liquidi, sia in termini di qualità degli attivi in portafoglio sia in conto corrente, per poter disporre delle necessarie munizioni da spendere al momento giusto, ossia nella fase in cui si percepiscono disperazione e capitolazione. Fase in cui nessuno vuol saperne degli investimenti in generale e dell’azionario in particolare.

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